202004.04
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Com’è studiare in una Università italiana? Leggete il racconto di Isabelle Garotti.

“Buongiorno a tutti! Mi chiamo Isabelle Garotti e come molti di voi, sono italo-brasiliana. Nel 2016 mi sono trasferita insieme a mia madre e mia sorella a Padova per fare il processo di riconoscimento della cittadinanza italiana con l’aiuto di Jana (Janaina Traversim).

Quando ero piccola ho fatto uno scambio studentesco negli Stati Uniti e già in quel periodo ero sicura di voler fare altre esperienze all’estero. Però, prima di ottenere la cittadinanza europea, l’idea di fare l’Università fuori del Brasile era troppo lontana dalla mia realtà.

Una volta ottenuto il passaporto italiano, le porte si sono aperte per me, e il sogno, prima troppo distante, di studiare all’estero è diventato una realtà.

A dire la verità, all’inizio desideravo studiare in Inghilterra. E, infatti sono andata ad abitare a Liverpool per un periodo, però, dopo aver fatto un paragone della vita universitaria e facendo una lista dei pro e dei contro di fare l’università in Italia o a Liverpool, ho deciso di tornare e cominciare i miei studi in Italia. E così mi sono iscritta all’Università di Udine, e ho scelto il Corso di Relazioni Pubbliche.

In 4 anni abitando in Italia, ho scoperto molte particolarità di questo Paese, però, a mio avviso, la cosa più interessante rispetto al Brasile, è il sistema universitario che si utilizza da queste parti.

Prima di cominciare, però, voglio che sia chiara una cosa: questo racconto è basato sulle mie esperienze vissute, frequentando il mio corso nella mia università. Corsi diversi e università diverse potrebbero avere le loro specifiche particolarità, anche se, trattandosi di università pubblica, più o meno le regole e la metodologia d’insegnamento sono le stesse.

In Italia ci sono due tipi di corsi universitari, a numero aperto e a numero chiuso. Per “corso di Università a numero chiuso” si intende che esiste un numero limitato di posti e gli studenti che si iscriveranno saranno scelti in base alla valutazione ottenuta sul  test d’ingresso. 

Un corso a numero aperto invece, non ha un numero limitato di iscritti, vuol dire che l’unico prerequisito per entrare è superare il test d’ingresso. 

Il mio corso all’epoca era a numero aperto e visto che le Relazioni Pubbliche è una materia molto giovane e in crescita qui in Italia ogni anno ci sono sempre più iscritti. Nel mio primo anno (2017) eravamo un centinaio di studenti e di conseguenza non ci entravamo tutti nella maggior parter delle aule, soprattutto perché questo corso viene svolto nella sede di Gorizia e non in quella centrale di Udine.

La soluzione trovata dal rettore è stata fare lezione nel cinema della città e quindi, per tutto il primo anno abbiamo fatto lezione al Kinemax di Gorizia.

Però, a differenza del Brasile, in Italia, grande parte dei corsi, siano questi triennali o magistrali, non hanno l’obbligo di presenza, dunque, uno può scegliere di frequentare o meno il corso. Solitamente, nel primo giorno di lezione, tutti gli studenti si presentano. Il professore a sua volta, spiega come si svolgeranno le lezione e ci da il programma per i frequentanti e non frequentanti, solitamente per chi non frequenterà le lezioni, non ci saranno prove parziali previste e si ha quindi l’obbligo di studiare uno o due libri in più.

Secondo me, questa è un’opzione fantastica per quelli che per qualche ragione non possono dedicare troppe ore settimanali recandosi nella sede dell’università. Così tutti hanno in qualche modo l’opportunità di studiare, sia coloro che hanno figli piccoli, sia chi per esempio lavorano full-time, o semplicemente non si può permettere di trasferirsi nella città dove si terranno le lezioni del corso scelto.

Nel mio caso, Io abito a Gorizia, davvero vicino alla mia sede universitaria, però, in quest’ultimo anno, ho tante materie che si sovrappongo, quindi ho dovuto scegliere di frequentare le lezioni delle materie che secondo me valeva più la pena frequentare. 

Però non fatevi ingannare, anche se a distanza, le università qua in Italia nella maggior parte delle prove finali se non tutte, sono composte da una prova scritta e una prova orale.

Prima si fa la prova scritta, superando questa scritta si può accedere a quella orale che consiste in un colloquio con il professore dove lui ti sottopone delle domande e tu devi rispondere nella migliore maniera possibile. Con la prova orale finale, il professore può decidere di mantenere invariato il voto preso all’esame scritto o di aumentarlo o di abbassarlo. 

Una domanda che spesso mi fanno è con quanta frequenza si svolgono gli esami. Qui ci sono delle vere e proprie “sessioni di esami”. Dovete sapere che le lezioni partono dopo l’estate, a Ottobre. Quindi il calendario accademico è così strutturato

  • Ottobre – Gennaio: Lezioni (1° semestre);
  • Gennaio – Febbraio: Prima sessione di esami (consiste solitamente di 2 appelli per materia);
  • Febbraio – Maggio: Lezioni (2° semestre);
  • Giugno – Luglio: Seconda sessione di esami (anche qui ci sono normalmente 2 appelli per materia);
  • Luglio – Agosto: Vacanze;
  • Settembre: Terza e ultima sessione (qui nella mia università, fanno solo 1 appello per materia).

Io posso fare (o rifare) qualsiasi esame quando e quante volte siano necessarie, devo soltanto iscrivermi alla sessione desiderata e presentarmi nel giorno prestabilito.

Una volta finita la prova orale, il professore mi fa sapere il mio voto finale, e se supero il punteggio minimo (18), posso scegliere di accettare o rifiutare il voto. Se lo accetto, devo firmare il documento e questo voto verrà registrato sul libretto, però se trovo il punteggio troppo basso lo posso anche rifiutare, prepararmi meglio e ridare l’esame in una sessione successiva. Volendo (e se il professore è d’accordo) posso decidere di rifrequentare il corso.

Sistema dei punteggi universitari in Italia

I voti vanno da 0 a 30,  18 è il punteggio minimo per superare l’esame.

Per una persona abituata alle Università in Brasile, all’inizio certe differenze sembrano pazzesche, però, una cosa che davvero mi piace è l’autonomia concessa allo studente per quanto riguarda lo studio, la frequenza e il superamento degli esami, che permette all’universitario di avere una maggiore indipendenza nel gestire il suo percorso.

Anche se ogni corso e ogni università hanno le sue particolarità e regole interne, tutte seguono degli standard abbastanza simili”.

Prossimamente leggere un nuovo racconto da parte di Isabelle dove spiegherà i prerequisiti, le modalità di pagamento e le possibili agevolazioni ed esoneri delle tasse per coloro che vogliono studiare in Italia.

Se hai come obiettivo il riconoscimento della cittadinanza italiana e/o studiare in Italia, Rosso Passaporto ti può aiutare in questa procedura, dall’ottenimento della cittadinanza all’ingresso all’Università.

In caso tu non abbia il diritto alla cittadinanza italiana ma vorresti comunque studiare in Italia offriamo anche il servizio di consulenza affinché tu possa cominciare il tuo percorso di studi come cittadino extracomunitario. Contattaci inviandoci una mail ad info@rossopassaporto.com.


* Testo realizzato in collaborazione con Isabelle A. Garotti, specializzanda in Relazioni Pubbliche nell‘Università di Udine – IT.